Scuole e musei nel curricolo locale

Scheda riepilogativa

Il corso Scuole e musei nel curricolo locale ha consentito ai docenti e ad alcuni operatori museali di approfondire il percorso di formazione avviato nell'anno scolastico 2003 – 2004 con il progetto La pratica educativa nei musei che ha portato alla pubblicazione recante lo stesso titolo. Nell'anno scolastico 2004 – 2005 il lavoro è proseguito con il metodo della ricerca/azione e sono state poste sotto la “lente d'ingrandimento” alcune evidenze didattiche specifiche che qui di seguito vengono brevemente commentate, a fronte della documentazione raccolta. 

L'idea di mini–sperimentazione progettata con il confronto professionale

La sperimentazione intesa secondo il principio classico del “provare per poi generalizzare” è da qualche tempo entrata in crisi nella pratica scolastica. Il termine non è però vuoto di significato se ad esso viene attribuito il significato di “pensare insieme per provare poi nella realtà diverse delle scuole”. Questo approccio alla formazione, che la teoria ha codificato come “ricerca/azione”, è stato il filo conduttore dei lavori di gruppo. Come si ricava dalla documentazione, i cinque gruppi hanno pensato insieme contenuto e metodo della loro prova d'aula ed hanno condiviso i risultati della valutazione formativa del loro operato. Parte essenziale di ogni sperimentazione è poi la comunicazione del percorso compiuto e dell'efficacia percepita. Questa documentazione intende svolgere soprattutto tale funzione e lo fa non solo con gli schemi progettuali e i lavoro degli alunni, ma anche con l'osservazione esterna, l'occhio dei cinque coordinatori di gruppo, nel Come è andata , dai quali emerge una nota assolutamente interessante: quanto più la scuola confronta la propria progettazione, tanto più scopre risorse alle quali attingere e con le quali dialogare.

L'idea di curricolo locale

Il lavoro che l'Istituto Postuniversitario Santa Chiara ha portato avanti da alcuni anni è relativo alla cosiddetta “educazione al Patrimonio culturale”. In situazione scolastica questa prospettiva si traduce nell'attenzione al Patrimonio locale e, quindi, ad una considerazione sistematica e graduale alle sue risorse. Se si scorrono i materiali con l'occhio della visione “a volo d'uccello”, cioè in continuità dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di primo grado, si possono – a nostro parere – fare due osservazioni.

•  La scuola dell'infanzia, qui rappresentata con ricchezza di materiale, mette in moto – con la fantasia e l'emozione – la nascita del senso di appartenenza e di valore delle cose del Patrimonio, condizione essenziale perché lo sguardo della scuola elementare e media sia interessato e problematizzante. Citiamo come esempio le scelte di contenuto dei temi relativi all' autobiografia per costruire quadri di civiltà (gruppo 4) e al tema dell'Istituto comprensivo di Gussola (gruppo 5), dove l'oggetto è il punto di partenza per capire il luogo.

•  La scuola partecipa allo sviluppo del territorio in cui è inserita quando non solo domanda ma ricerca nei luoghi della memoria, a partire dai musei, e si fa così stimolo alla dinamica degli enti stessi, nella loro duplice mission di ricerca e comunicazione. La scuola, infatti, domanda una comunicazione aperta, problematica ed alta che si differenzia dalla semplice divulgazione perché il suo compito è di interpretare i segni, non solo di leggerli. Pensiamo al lavoro documentato sul labirinto del Museo di Piadena (gruppo 3), dove si legano discorsi di introspezione e di conoscenza di civiltà.

La progettazione per U.A.

La Riforma Moratti ha chiesto alla scuola di modificare, non solo a parole, i propri strumenti di programmazione. Al centro della proposta sta l'ipotesi della progettazione con lo strumento delle Unità di Apprendimento (le cosiddette U.A.). I gruppi hanno adottato questa strategia e le considerazioni che seguono sono il frutto di una prova sul campo:

•  l'U.A. è funzionale per la sua flessibilità e per la sua durata nel tempo: diversamente dalla Unità Didattica, la sua prospettiva è di lungo termine e comprende sia le attività curricolari che i laboratori e la attività extracurricolari;

•  il concetto di compito unitario in situazione e di apprendimento unitario da promuovere come esito finale , indicati dalle “Raccomandazioni per la scuola Primaria”, sono utili indicazioni per trasformare il percorso dell'U.A. in una esperienza di conoscenza e in una esperienza di comportamento. Questo legame tra il sapere e il saper fare è particolarmente importante per l'educazione al patrimonio che implica la cittadinanza attiva;

•  un elemento di complessità è costituito dalla necessità di fare un accurato lavoro di analisi del contenuto per scegliere le attività da svolgere e gli approcci da utilizzare. I gruppi 1 e 2 hanno in questo senso utilizzato il patrimonio per i due concetti fondamentali che strutturano la personalità dell'alunno: il tempo (gruppo 2), attraverso il lavoro sui giochi, e lo spazio, attraverso il lavoro sul luogo (gruppo 1).

La valutazione rispetto alla formazione degli alunni

Lo strumento utilizzato per la verifica/valutazione della formazione degli alunni è stato ripreso dal volume, a cura di A.M. Donna, Didattica dei musei, la valutazione del progetto educativo , Angeli, 2004. si è rivelato utile ad una rilevazione prevalentemente qualitativa, come d'altra parte è nello spirito dello strumento stesso. L'osservazione che si intende sottolineare e che è stata rilevata in tutti i gruppi si può riassumere in alcuni punti:

•  l'integrazione tra competenze conoscitive, affettive ed operative;

•  la ricerca di significato dell'esperienza per se stessi e nel proprio mondo vitale;

•  la congruenza tra i metodi di lavoro, i materiali e le sequenze dei percorsi mano a mano previsti per lo sviluppo delle diverse U.A.

La comunicazione museale per e con la scuola

Un valore aggiunto che si è cercato di perseguire con il lavoro in comune tra docenti e rappresentanti dei musei ha riguardato al ricerca di indicazioni e suggerimenti per la realizzazione nei musei di attività specifiche rivolte alla scuola. Quale considerazione esce dalla documentazione? È difficile dare indicazioni non per la cattiva volontà, ma perché un progetto educativo si evolve in base alle situazioni e si svolge quando gli attori (scuola e museo) sono entrambi protagonisti. Una ragione forte, a nostro parere, per affermare che i pacchetti “preconfezionati” sono poco utili sia alla scuola che al museo. La via da sviluppare pare quella di un partenariato dinamico con strumenti dinamico con strumenti costanti ed un dialogo continuo tra i due mondi.

Mario Calidoni

Relazioni dei coordinatori dei gruppi:

Luoghi meravigliosi e quotidiani del bambino (Luisa Zanacchi)
Il gioco del tempo con le generazioni vicine e lontane (Emilia Gazzoni)
Alla scoperta del Museo per esplorare i mestieri, le tradizioni e la vita sul fiume (Cristina Casoli)
Alla scoperta del Museo per analizzare il quadro di civiltà romana (Cristina Casoli)
Testimonianze del passato raccontano quadri di civiltà (Elisabetta Ghidini)
Musei e luoghi del territorio dell'Istituto Comprensivo di Gussola (Annamaria Piccinelli)