I come e perchè del museo
Incontro fra adolescenti e musei

Scheda riepilogativa

Il progetto è stato ideato all'inizio del 2004 dal Museo del Bijou di Casalmaggiore e ha coinvolto fin dalla fase iniziale altri due musei del territorio (il Museo del Lino di Pescarolo e il Museo Civico Antiquarium Platina di Piadena), entrando nella programmazione del Sistema Museale Cremonese per quell'anno. E' stato inoltre individuato fin dall'inizio, quale ente istituzione scolastica di riferimento per il progetto in partenariato scuola/museo, l'Istituto d'Istruzione Superiore “G.Romani” di Casalmaggiore (classe V Ginnasio, III A e III B Liceo Linguistico, IV A Liceo Linguistico, V A ITIS, per un totale di n.109 alunni e 5 insegnanti referenti). Il gruppo di lavoro è stato composto da tre operatori museali ( la Responsabile dei Servizi Educativi dei Musei Civici di Casalmaggiore, principale referente organizzativo di tutto il progetto, il Conservatore del Museo Archeologico di Piadena e la Responsabile Servizi Educativi del Museo del Lino di Pescarolo) e da una docente dell'Istituto d'istruzione Superiore “G.Romani” di Casalmaggiore, referente per la scuola. Il costo previsto di € 12.500,00 stato finanziato per il 70% dalla Regione Lombardia ai sensi della L.R.39/74, per il 15% dal Comune di Casalmaggiore, per il 7,5% dal Comune di Piadena e per il 7,5% dal Museo del Lino di Pescarolo. Ulteriori costi sono stati sostenuti al 50% dal Comune di Casalmaggiore e al 50% dalla Provincia di Cremona in attuazione di un precedente progetto di audioguide per il Museo del Bijou di Casalmaggiore che ha integrato il precedente e ha consentito una maggior disponibilità di spesa sul fronte delle risorse tecnologiche. Nessun costo è stato sostenuto dalla scuola.

Durante l'estate del 2004 è stata effettuata una riprogettazione nell'ambito di un corso regionale di formazione e accompagnamento sui servizi educativi museali coordinato da Silvia Mascheroni e il progetto è stato poi interamente realizzato nell'anno scolastico 2004/2005, preceduto dalla predisposizione di un questionario iniziale di rilevamento (i cui risultati sono stati poi condivisi con i ragazzi durante un incontro a cui è intervenuta la stessa Silvia Mascheroni in qualità di consulente esterna) e da un momento di approfondimento teorico sugli atteggiamenti adolescenziali gestito da uno psicologo e riservato a operatori e insegnanti.

Al centro del progetto didattico “I come e i perché del museo” si pone il museo come istituzione, di cui si mettono in luce la storia, le scelte e le trasformazioni, i compiti e le finalità, oltre che le specificità delle rispettive collezioni, di diversa tipologia ma tutte rappresentanti aspetti e momenti significativi per la storia del territorio e l'identità dei suoi abitanti. Il sottotitolo “incontro fra adolescenti e musei” individua i giovani come destinatari del progetto e pone l'accento sulla volontà di stimolare una rinnovata percezione del museo, di creare una familiarità e un'assiduità con un ambiente sconosciuto o percepito come poco interessante, in base a quanto rilevato dal questionario iniziale somministrato ai ragazzi. A tal fine si è scelto di coinvolgere operativamente i ragazzi nella vita quotidiana dei musei, superando totalmente il modello frontale passivo della visita guidata e favorendo modalità relazionali dirette e una progettazione “partecipata” dell'esperienza. E' stata curata la fase motivazionale anche attraverso input di tipo affettivo/emozionale (come la scelta accurata dell'ambientazione per l'incontro o l'accompagnamento sonoro alla visita), strategie accattivanti (come la visita ai musei sotto forma di “gita” anche se a breve distanza da casa o la predisposizione di una merenda) e l'utilizzo di occasioni contingenti (come la Giornata nazionale della creatività). Si è lasciata ai ragazzi la massima libertà all'interno del museo, sono state proposte attività di laboratorio, sono state sfruttate le tecnologie informatiche e si è ancorata la motivazione alla realizzazione di un prodotto intorno a cui hanno ruotato i quattro percorsi svolti dalle classi che hanno coinvolto gli insegnamenti di Lettere, Storia e Informatica.

•  Lingue e informatica (III Linguistico e V Itis)

Il percorso ha visto il Museo del Bijou di Casalmaggiore come committente e gli alunni come fornitori di un prodotto di servizio per i visitatori. E' stata realizzata una video-audioguida italiano/inglese del Museo su tablet-PC portatile a cui i ragazzi hanno contribuito secondo le specifiche competenze.

•  Reportage dai musei (III Linguisitico)

E' stato realizzato un numero speciale di Graffiti , il giornalino d'Istituto, dedicato al progetto

•  Archeologia e poesia (V Ginnasio)

E' stato effetauto un percorso “dal materiale all'immateriale” al Museo Archeologico di Piadena che ha portato alla realizzazione della presentazione multimediale Oggetti da museo .

•  Una storia diversa (IV Linguistico)

Un percorso attento ai musei come luoghi in cui si documentano il lavoro e le trasformazioni economiche e sociali fra Otto e Novecento si è concluso con la realizzazione di un DVD di 20 minuti intitolato Storia di un lenzuolo dedicato al Museo del Lino di Pescarolo.

Il cortometraggio Storia di un lenzuolo ha vinto il primo premio ex aequo del MED Summer School 2006, concorso inserito nel Master in comunicazione e formazione dell'Università Cattolica di Milano con la seguente motivazione: “Per la qualità artistica e strutturale di un prodotto capace di coniugare la domanda della committenza con i bisogni del territorio, coinvolgendo gli studenti nella fase ideativa e realizzativa; il risultato è un lavoro di didattica museale grazie al quale la memoria storica del luogo diviene opportunità di conoscenza e di riconoscimento per le nuove generazioni”.

Al termine dell'anno scolastico, oltre ad una conferenza stampa, è stata organizzata una giornata di presentazione dei prodotti realizzati, con la partecipazione dei vari soggetti istituzionali coinvolti e un “tour” domenicale per il pubblico nei tre musei interessati. I prodotti realizzati nell'ambito del progetto sono inoltre diventati acquisizioni stabili per i rispettivi musei. All'inizio dell'anno scolastico 2005/2006, ad alcuni mesi di distanza dalla conclusione del progetto, è stato somministrato ai ragazzi un questionario per la valutazione del gradimento e della ricaduta del progetto relativamente alla percezione dei musei.

La verifica del progetto è avvenuta in itinere, soprattutto attraverso incontri o colloqui fra gli esponenti del gruppo di lavoro e i vari insegnanti. La verifica con gli studenti è stata effettuata in classe dai docenti, sia in modo formale che informale. I numerosi problemi organizzativi emersi, legati soprattutto alla limitatezza del tempo scolastico disponibile e alla distanza di alcuni dei musei da raggiungere, hanno indotto a più riprese a ripensare le modalità d'azione. Ne sono derivati un'applicazione solo minimale del modello della Peer Education , a cui il progetto si è inizialmente ispirato, il trasferimento di alcune attività all'orario extrascolastico e il coinvolgimento nella realizzazione dei prodotti finali non dell'intera classe, ma di gruppi di studenti. Il progetto, che del resto si poneva fin dall'inizio come sperimentale, ha mostrato una notevole complessità di realizzazione, tale da consigliare una sua eventuale riproposizione ad una sola classe pilota e col coinvolgimento di tutti i docenti di quella classe. I punti di forza emersi, oltre alla buona qualità dei prodotti finali realizzati, sono stati rappresentati dai risultati del processo, riscontrati sia dagli organizzatori che dagli studenti: la conoscenza dei musei del territorio e del loro significato, il superamento di alcuni pregiudizi sui musei locali, l'aspettativa creatasi nei ragazzi e il loro coinvolgimento, la disponibilità degli operatori nel consentire un approccio informale ai musei.

La documentazione di tutto il progetto (aspetti burocratici, questionario iniziale, registrazioni audio e riprese fotografiche delle attività, prodotti realizzati, questionario finale) è stata curata dagli esponenti del gruppo di lavoro e ha dato luogo alla raccolta di una discreta quantità di materiale, per cui si renderebbe però necessaria un'operazione di revisione e selezione che potrebbe produrre un dossier strutturato utile per “esportare” l'esperienza e per farne risultare l'acquisizione più profonda e generale: il coinvolgimento attivo dell'utenza che caratterizza i progetti in partenariato può infatti essere utilmente applicato dai musei anche sul fronte dell'educazione informale e dell'apprendimento in età non scolare. Abbiamo verificato che un progetto formativo di questo tipo ha una forte rilevanza sociale, trasforma il modo di lavorare degli operatori e non può fare a meno di incidere proficuamente sulle scelte di allestimento e di comunicazione dei musei.

 

Roberta Ronda

Materiali:

Questionario iniziale

Analisi dei risultati del questionario iniziale a cura di Silvia Mascheroni

Questionario finale

Presentazione del progetto e dei risultati (powerpoint)